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GLOSSARIO – PAROLE CHIAVE

 

ACCOGLIENZA

Accettazione, ammissione, ospitalità.

Il termine accoglienza, in ambito interculturale, può essere inteso secondo il principio della tutela dei diritti e quello delle scelte organizzative, metodologiche e didattiche.

L’accoglienza prevede una scelta intenzionale e condivisa dell’intera istituzione scolastica in un contesto territoriale e ambientale specifico.

Tutti gli attori del mondo scolastico dovrebbero ispirarsi alle tre “A”: Accogliere, Ascoltare, Accompagnare, con l’obiettivo di mettere a proprio agio, interessarsi a ciò che viene detto o non si riesce a dire,  dare sicurezza (Duccio Demetrio).

La presenza di alunni immigrati nelle classi richiama con urgenza al rispetto delle tre “A” anche per chi straniero non sia; tutti ci dobbiamo ricordare che chi sta crescendo ha un grande bisogno di sentirsi accettato e guidato con fermezza.

Si può parlare perciò di “accoglienza competente”, che deve fare riferimento a tre elementi essenziali: la normativa, le risorse umane ed economiche, i modelli organizzativi della scuola, il clima e la relazione in classe.

 

BILINGUISMO

Il parlare correntemente due lingue. Gli alunni immigrati mantengono e parlano la lingua materna (L 1), soprattutto in famiglia e nell’ambito delle loro comunità, e imparano la lingua del paese d’immigrazione, in questo caso l’italiano (L 2).

Nelle classi multietniche gli alunni vivono un fenomeno linguistico definito aggiuntivo o sottrattivo: possono mantenere e sviluppare la loro L1 senza per questo ostacolare l’apprendimento della seconda lingua, o possono dimenticare e mettere da parte la propria lingua materna man mano che procedono nell’acquisizione della L2. Molti di loro in realtà praticano quotidianamente l’alternanza dei due codici

Il bilinguismo è da ritenere in ogni caso una ricchezza: possedere due lingue rappresenta sicuramente un’opportunità in più.

Nel caso del bilinguismo aggiuntivo l’alunno ha potuto sviluppare una buona competenza nella lingua d’origine e a questa, con una buona attenzione da parte della famiglia e della scuola, potrà aggiungere l’acquisizione di un italiano di qualità. Tale situazione contribuirà ad arricchire l’identità del soggetto e il suo valore sociale.

Il bilinguismo sottrattivo si verifica invece quando la prima lingua è considerata come ostacolo alla L2, o connotativa di un’identità imbarazzante, da nascondere e perde quindi valore. Tutto ciò può generare un senso di svalutazione e di rifiuto delle proprie origini e della famiglia, visti come inadeguati alla nuova necessità di adattamento.

La scuola, nonostante le poche risorse di cui dispone, deve rassicurare e incoraggiare alunni e famiglie a crescere nel bilinguismo, a valorizzare le lingue d’origine mettendo in atto tutti quegli accorgimenti che favoriscano e facilitino l’utilizzo dei due codici a seconda delle situazioni (moduli plurilingue, laboratori linguistici di lettura e scrittura, intervento di mediatori,…). Vedi C.M. 205 del 26/07/90.

 

CULTURA / IDENTITA’

Con la parola cultura si può intendere tutto ciò che concerne l’uomo e tutto ciò che egli ha prodotto: conoscenze, codici, regole, rappresentazioni, valori, costumi, comportamenti, interessi, aspirazioni, credenze, miti, pratiche religiose.

In ambito interculturale le culture sono da considerarsi come delle entità fortemente dinamiche e in continua evoluzione. Le differenze culturali sono visioni parziali e statiche di una realtà molto complessa.

Comune è l’errore di identificare l’identità culturale con l’appartenenza a determinati Stati nazionali: la cultura non sarà mai contenuta entro confini politici.

Allo stesso modo la cultura, come l’identità, non si può acquisire da un momento all’altro, né tanto meno perdere: è un processo di trasformazione continua attraverso il quale, lungo tutta la vita, spesso inconsciamente, si abbandona qualcosa per interiorizzarne un’altra.

 

EDUCAZIONE INTERCULTURALE

Prassi culturale nuova e “plurale”che deve diventare ORDINARIETA’educativa.

Promozione delle capacità di convivenza costruttiva in un tessuto culturale e sociale multiforme.

L’educazione è l’atto pratico, l’azione che l’educatore compie per dare un proprio apporto sul piano culturale e dei valori, per aiutare l’educando ad estrinsecare le proprie potenzialità e a raggiungere la propria forma migliore di vita.  L’educazione interculturale è la realizzazione pratica dei principi della pedagogia interculturale: educazione alla pace, ai sentimenti, all’ascolto, al dialogo, alla gestione dei conflitti, alla legalità e al rispetto dei limiti.

L’educazione interculturale è una prospettiva interdisciplinare, un principio che riguarda tutte le materie dei curricula scolastici.

L’educazione interculturale si rivolge senza eccezioni a tutti gli alunni, tutti gli insegnanti e tutte le scuole.

L’educazione interculturale ha come essenza il processo dinamico di apprendimento interculturale in classe; va al di là dell’educazione dei migranti o delle minoranze etniche, è una mediazione tra le diverse culture come sollecitazione ad un continuo e produttivo confronto tra modelli differenti.

L’educazione interculturale comprende una dimensione globale, internazionale: non si limita alla società multiculturale del singolo, ma si concentra anche sulla diversità culturale e gli scambi a livello mondiale, le realtà degli altri,delle società non europee, sul mondo come villaggio globale…

 

INSERIMENTO

L’inserimento scolastico degli alunni stranieri è regolato dalla C.M. n.301 del8/09/89, dalla L.n. 40 del 6/03/98 e dal DPR n. 394 del 31/08/99.

Il minore straniero con cittadinanza non italiana va iscritto, almeno in via generale, alla classe corrispondente all’età anagrafica.

Il Collegio Docenti deve provvedere all’assegnazione degli studenti stranieri evitando classi con presenza  straniera dominante; in caso di generalità non accertabili o mancanza di notizie relative alla carriera scolastica pregressa, l’iscrizione ad una determinata classe verrà valutata in relazione all’età, alle competenze, alle abilità e livelli di preparazione accertati mediante prove d’ingresso.

I programmi scolastici non devono essere “differenziati”, ma adattati ai livelli di competenza dei singoli alunni stranieri.

In base a una precisa scelta di organizzazione interna all’istituto e in seguito ad accordi di rete intra e interistituzionale, si organizzano interventi per l’apprendimento dell’italiano e per lo studio delle discipline.

Fondamentale per ogni scuola è stabilire criteri precisi rispetto all’inserimento degli alunni stranieri e operare in accordo con la Commissione Accoglienza.

 

.INTEGRAZIONE

Inclusione sociale realizzata attraverso percorsi capaci di accogliere, valorizzare e promuovere le diverse provenienze culturali trasformandole in opportunità di formazione per tutti.

L’integrazione è:

  • un concetto multidimensionale, che prevede l’acquisizione di strumenti e di capacità, ma anche la relazione, la ricchezza e l’intensità degli scambi con i pari e con gli adulti. Significa anche trovare la possibilità di ricomporre la propria storia, lingua, appartenenza, in un processo di confronto e cambiamento che permetta di non dover negare gli elementi della propria identità per essere accolto,
  • un processo da costruire giorno dopo giorno attraverso innumerevoli e non sempre facili esperienze;
  • un progetto intenzionale, mai casuale, voluto e sostenuto con attenzione e competenza da tutti i protagonisti dell’incontro (individui, istituzioni, EELL, comunità).

 

INTERCULTURA

E’  la maturazione di una sensibilità sociale e individuale strettamente connessa con il superamento dell’etnocentrismo, degli atteggiamenti di chiusura e di non accettazione.

L’intercultura rappresenta una volontà di cambiamento, un progetto teso a realizzare un contesto in cui sia possibile stabilire un rapporto dialettico tra i diversi gruppi, fondato non solo sul rispetto, ma anche sull’idea di uno scambio e un arricchimento reciproco.

In una società interculturale i soggetti originano, attraverso le contaminazioni, nuovi modelli culturali a partire dall’idea della “porosità” delle culture

 

MULTICULTURALITA’

Fenomeno sociale oggi molto rilevante che presuppone la convivenza, entro i confini di un medesimo spazio geopolitica, di differenti etnie o comunità o singoli individui provenienti da culture antropologiche differenti.

Una scuola multiculturale è quella in cui troviamo allievi appartenenti a culture differenti, ma nella quale non necessariamente esiste un progetto intenzionale di scambio.

 

NARRAZIONE (leggende, racconti, miti, fiabe, storie in lingua, tradizioni)

Gli esseri umani pensano per storie…”(G.Bateson): solo la struttura della narrazione è capace di dare senso e ordine a ciò che l’uomo pensa del mondo, ma anche e soprattutto alla rappresentazione che l’individuo costruisce di se stesso.

La struttura narrativa è anche insita nella prassi dell’interazione sociale, prima di trovare espressione linguistica (Bruner). La struttura narrative è pertanto il modo tipico di interagire, e non solo di pensare e di comunicare, fin dall’infanzia dell’uomo. Ciascun soggetto elabora l’esperienza, la trasforma in valori,eventi significativi e paradigmatici, la fa diventare vissuto, attraverso modalità narrative.

Pedagogicamente, fornire materiali e modelli di narrazione diventa una scelta per creare una cornice di senso all’individuo, nel mondo.

Perché una pedagogia narrativa  per l’educazione interculturale?

Perché se la perdita della narrazione è oggi un grande rischio che corre l’infanzia in generale, è un rischio ancora maggiore per i bambini e i ragazzi immigrati le cui famiglie sono costrette a lunghi tempi di lavoro e urgenze materiali. L’impoverirsi della riserva di racconti, fiabe, storie familiari e collettive sembra oggi penalizzare di più i piccoli migranti, provocando un’ulteriore “frattura” nella loro storia e nella relazione tra generazioni.

 

PEDAGOGIA INTERCULTURALE

Rifiuta espressamente la staticità e la gerarchizzazione e può essere intesa nel senso di possibilità di dialogo, di confronto paritetico, senza la costrizione per i soggetti coinvolti di dover rinunciare a parti significative della propria identità.

La pedagogia interculturale si fonda sul confronto del pensiero, dei concetti e dei preconcetti, diventando una pedagogia dell’essere: al centro è posto il soggetto nella propria interezza, indipendentemente dalla cultura di provenienza.

Per la pedagogia interculturale, l’alterità, l’emigrazione, la vita in una società complessa e multiculturale non sono più viste solamente come rischi di disagio o di malattie, ma considerate come opportunità di arricchimento e di crescita individuale e collettiva. L’incontro con lo straniero, il “diverso”, rappresenta una sfida, una possibilità di confronto e di riflessione sul piano dei valori, delle regole e dei comportamenti.

 

 

PREGIUDIZIO

Il pregiudizio è un’attitudine negativa verso un determinato individuo o gruppo. Deriva spesso da una scarsa o superficiale informazione circa l’altro e induce a comportamenti ostili, porta quindi alla discriminazione.

Il ricorso al pregiudizio è una forma acuta di pigrizia mentale grazie alla quale si evita la fatica di rapportarsi agli altri in modo autentico e di mettersi in gioco personalmente.

Può essere inteso come fatto individuale o sociale; può essere spiegato come il risultato di problemi relativi al vissuto personale o al rapporto con gli altri, oppure come risposta alle difficoltà e ai mutamenti che avvengono nella società.

In ogni caso, il pregiudizio è una componente che può agire nella relazione etnica e razziale.

 

PROTOCOLLO D’ACCOGLIENZA

Il Protocollo d’Accoglienza è un documento che predispone e organizza le procedure che la scuola intende mettere in atto al momento dell’iscrizione di alunni stranieri.

Il Protocollo d’Accoglienza, in sintesi,  contiene criteri e indicazioni relativi l’iscrizione e l’inserimento degli alunni, definisce compiti e ruoli degli operatori scolastici, indica le fasi dell’accoglienza rivolta sia all’alunno sia alla famiglia, propone interventi per l’apprendimento della lingua italiana.

 

STRANIERO

Chi appartiene a un’altra nazione, a un altro paese, estraneo, forestiero. Si parla di alunni stranieri per intendere alunni provenienti da altri paesi e iscritti nelle nostre scuole, appartenenti quindi a famiglie immigrate.

Il termine straniero evoca indubbiamente estraneità, distacco, mentre il termine immigrato ha una connotazione forse meno marcata in senso negativo.

Spesso nelle scuole, soprattutto in ambito amministrativo, ci si trova di fronte a un problema di definizione di “straniero” in relazione alle diverse situazioni: luogo di nascita,  possibile adozione,  nazionalità mista dei genitori,…Sicuramente la caratteristica che accomuna questi ragazzi riguarda i processi di separazione/distacco dall’ambiente di origine, la difficile costruzione di un’identità e i problemi di inserimento.

Il percorso dalla cultura d’appartenenza alla società d’accoglienza comporta un riorientamento, un cambiamento nella lingua utilizzata e nelle pratiche di vita quotidiana.

In ogni caso, nella definizione di straniero è necessario distinguere due aspetti fondamentali: quello giuridico e quello dei bisogni.

Per quanto riguarda l’aspetto giuridico, il criterio fondamentale è quello di cittadinanza, la cui acquisizione prevede diverse possibilità ed è regolata dalla L. n.91 del 5/02/1992. Si deve inoltre fare un ulteriore distinzione basata sul Trattato di Maastricht: quella tra stranieri comunitari ed extracomunitari, secondo l’appartenenza o meno ad uno degli stati della Comunità Europea.

Al di là delle definizioni giuridiche, è necessario pensare ai ragazzi dell’immigrazione costruendo interventi educativi che tengano conto dell’esperienza migratoria personale e famigliare, dei tempi di permanenza in un certo territorio e della scolarizzazione. Bisogna tenere in evidenza quindi il loro vissuto, il cambiamento profondo, la ridefinizione dei legami, delle appartenenze, della propria identità.

 

 

Fonti utilizzate: Alfabeti interculturali, a cura di E. Micciarelli – Cultura, Culture, Intercultura, a cura di G.Cipollari e A..Portera – testi di G. Favaro -  Normativa